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giuseppeyou are the distance between you and me, measured in tears - Roger McGough |
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October 13 bambini di tutta Italia, unitevi!Non capisco perché quando in Italia si parla di ridurre i costi e di tirare la cinghia, i settori che vengono colpiti sono l’istruzione, la salute e la ricerca (che lega le prime due). Forse piuttosto che tagliare cattedre e posti letto, si potrebbe semplificare tutto tagliando un posto da Ministro e affidare la delega relativa alla gestione della pubblica istruzione a un sottosegretario all’Economia, in fondo è ciò che sta facendo, con ottimi risultati in termini manageriali, il Ministro Gelmini: il sottosegretario di Tremonti. Tremonti dice “taglia” e lei taglia, da brava manager; e le misure che applica nel suo settore non si rifanno certo alla Pedagogia o alla Psicologia dello Sviluppo, bensì alla sua formazione da avvocato specializzato in diritto amministrativo. Ovviamente a queste credenziali si potrebbe sottolineare che il Ministro ha superato l’esame di Stato a Reggio Calabria, di fronte ad una commissione composta da docenti meridionali e, quindi, per sua stessa ammissione, dequalificata rispetto ad una qualsiasi commissione composta da insegnanti settentrionali (e di tutto questo l’onorevole Galati, per buona pace in famiglia, tace). In effetti una misura come la bocciatura a seguito di un 5 in condotta sembra più una sanzione amministrativa (o una condanna penale) piuttosto che un atto educativo, riducendo tutta la problematica formativa e pedagogica a un rapporto tra gli insegnanti – giudici e gli studenti – imputati. Secondo il Ministro gli insegnanti dovrebbero anche ringraziarla perché ha fornito loro questa nuova arma, questa innovazione nel codice, ma il tutto appare, se visto dal punto di vista degli educatori, come un’eccessiva semplificazione di tutto il sistema educativo italiano che questo governo intende (e ci riesce bene) smantellare. Arrivare a conferire un 5 in condotta significa evidenziare un grave e congenito problema sociale che solo in parte riguarda la persona che lo riceve; eppure per il Ministro il dibattimento finisce lì, ma chi darà il 5 in condotta alla famiglia dello studente? O ai suoi vicini di casa? Agli altri coetanei che lo influenzano più di qualsiasi insegnante? Agli spot televisivi che lo influenzano più di qualsiasi persona? A chi ha il potere politico per aiutarlo ma non lo fa? Tutti questi altri agenti sociali non compariranno nell’elenco degli indagati. Dall’alto si pensa che lo spauracchio di un brutto voto e un grembiule possano cambiare la scuola, ma un bullo non ha paura di un brutto voto, anzi, è la sua missione scolastica… avete mai visto un ragazzo che commenta la Divina Commedia o risolve equazioni complesse e poi mette fuoco ai registri? Il grembiule poi è il più ipocrita dei provvedimenti. Diverse persone hanno accolto questo provvedimento con soddisfazione: finalmente tutti i bambini si vestiranno uguali senza distinzioni di ceto o etnia. In teoria. In pratica, però, in quanto non nasconde le scarpe firmate, il cappotto firmato, il cappello firmato, lo zaino firmato così che a breve vedremo nei negozi una gamma di grembiuli che andranno dal sintetico scolorito venduto nel mercato rionale a 10 euro a quello firmato e indossato da chissà chi in televisione, davanti ai quali si verseranno lacrime di desiderio da parte di migliaia di bambini e silenziose imprecazioni da parte dei loro genitori, dal Brennero a Lampedusa. Lo so che i bambini non leggono i giornali, se li leggessero non ci sarebbero le brutte notizie; però vorrei lo stesso lanciare un appello a tutti i bambini italiani per una disubbidienza civile. Ebbene sì, per una volta i bambini dovrebbero disubbidire, a mio modesto avviso, non ai genitori, ma al Ministro della pubblica (ma non per molto) educazione, e rifiutarsi di indossare il grembiule, arrivando a fare i capricci e a puntare i piedi. Più o meno come feci io tanti anni fa in Primina, rifiutandomi di omologarmi alla massa, anche se allora non mi esprimevo certo in questi termini. Tanto che possono farvi? Bambini di tutta Italia, unitevi! AGRITANGOAGRITANGO
I
Tus piernas pintan Canvas de pasión Y yo canto a la luna Tequila, me pide un varón Y sus ojos sonrían también Y yo hablo con la luna Nueva milonga de noche triste Nadie quiete estar sentano Y yo me quedo con la luna Su pelo corto y moreno Pudiera ser mi fatal suspiro Y yo me voy a la luna Y tú, tú no estas aqui esta noche Y yo, yo me duermo con la luna.
22 giugno 2008 – 01:10
II
Vacía la luna Y tú no me quieres Comían los perros Y tú no me quieres Soñé con tus ojos Y tú no me quieres Por una cabeza Y tú no me quieres Sonrisa naranjal Y tú no me quieres Olivares de sol Y tú no me quieres Milonga sureña Y tú no me quieres Tu cara á media luz Y tú no me quieres Guitarra cerrada Y tú no me quieres Azul á nos pies Y tú no me quieres Lluvia con estrellas Y tú no me quieres La luna nacía Y tú no me quieres
20 luglio 2008 – 02:00
September 08 Una di queste due persone appartiene a una razza superiore nel caso fosse vero, io voglio far parte della razza di Usain Bolt... July 21 alla casa!!! no scusate ma mi sono rotto i cabasisi (citazione da Camilleri) questo anfame (citazione da Mario Brega) che non voglio nemmeno nominare deve togliersi di mezzo alla svelta! Che si prenda uno zaino con 3 chili di gorgonzola e che se ne vada sullo Stelvio a contemplare la bellezza del nulla. Se suo figlio è abbastanza coglione da farsi bocciare due volte all'esame di maturità in una scuola privata non se la può prendere con "gli insegnanti meridionali". Ma di genitori beceri e senza senno che credono di poter comprare la conoscenza e l'educazione per il loro figli ne ho visti fin troppi, e non me la prendo con un Bossi, è come fare il cecchino al pronto soccorso. Ma che il Ministro delle Riforme si comporti peggio di Pierino non è da Paese civile. Poteva trattarsi dell'Inno di Mameli come di una qualsiasi altra cosa, non è da Paese civile. Veltroni di' qualcosa di civile! Niente... vuoto... teserto... E cosa dice l'onorevole Galati, rappresentante in Parlamento della città di Lamezia Terme? Niente, perché è sposato con una deputata della Lega e ha portato in dote i suoi voti al padrone della moglie. Non dirà niente, resterà a Roma fino alle prossime elezioni, quando tornerà a fare il pieno di voti come sempre dal 1994. E allora anche i Lametini sono dei coglioni e si meritano di essere rappresentati da questa gentaglia. (Di seguito vengono riportati alcuni articoli riguardo alla strana - ma non troppo - coppia) Corriere della Sera 8 agosto di Alessandro Trocino Quindi ha deciso tra lo sconcerto della Lega: il marito sarà Giuseppe Galati, Udc, calabrese ROMA
— Lei sostiene che era un po' preoccupata delle reazioni, ma che il
grande capo Umberto Bossi l'ha rassicurata, paterno: «Tranquilla,
nessuno potrà mai attaccarti per questo». Lui sostiene che «certo, gli
amici sono rimasti stupiti e c'è sempre qualcuno che fa la battuta
idiota», ma che comunque va tutto bene e pure Casini «è molto contento,
anche se ha il suo matrimonio a cui pensare». Loro, i guastafeste, sono
un nugolo di sedicenti leghisti, che sul forum dei Giovani padani, al
grido di «mai con un terùn», sostengono manzonianamente che questo
matrimonio «non s'ha da fare». Che è «un tradimento» e che va bene
tutto, «ma mettersi con i democristiani mafiosi proprio no». «QUESTO matrimonio non s’ha da fare, nè domani nè mai...». Pino e Carolina, nozze contrastate Un sedicente gruppo di leghisti scatenati sul forum dei Giovani padani: «Mai con un terùn» di mita borgogno (il Quotidiano) Non hanno neanche pensato a disturbarlo il pur lombardissimo Manzoni e i suoi vari “Bravi”, “Innominati” e pavidi don Abbondio, i “Giovani padani” per esprimere il loro vibrato dissenso alle prossime nozze della “loro” parlamentare preferita, la vatussa delle valli bergamasche Carolina Lussana con il piccolo, moro (di trapianto) deputato uddiccino - nonchè ex sottosegretario alle attività produttive sotto il governo Berlusconi (e scusateci se è poco) Giuseppe, detto Pino, Galati. Sono giorni che il forum dei giovani lùmbard, fedelissimi del sentùr, picchiano giù duro sulla povera Lussana. «Traditrice», è la cosa più gentile che si legge. «Pensavano che facesse sul serio e invece...» tuona un sicuramente nordico, probabilmente ariano puro, «giovane leghista». Come a dire con tutti ma con un volgare “terùn», per di più democristiano, no! Con lui proprio no. Carolina questo «non ce lo dovevi da fà». E“che cammurria” direbbe Camilleri, tanto per restare in “terrolandia”. Edire che la bionda e bella Carolina al momento del pubblico annuncio, subito seguito da rigoroso lancio Ansa e susseguente gara di gossip, si era essenzialmente preoccupata di cosa avrebbe pensato il grande capo, il granitico Umberto Bossi (matrimoniato con siciliana, “assolta” però dai giovin leghisti perchè «per lo meno non lavora a Roma in un partito di schifosi democristiani»). Invece, a quanto pare, il senatur si era professato sereno. Chi l’avrebbe detto mai che si era ancora a questo punto. Eppure a quanto pare, proprio nell’anno del bicentenario della nascita del “povero” Garibaldi, quello dell’Italia unita è ancora un sogno lontano. E pensare che il “nostro” Franco Laratta, buonista deputato margheritino, proprio ieri aveva affermato: «Il matrimonio tra il deputato calabrese dell’Udc, Pino Galati, e la collega leghista di Bergamo, Carolina Lussana, è la prova che davanti all’amore crollano tutte le barriere e le discriminazioni. E che l’Italia è un unico, grande, Paese che resterà sempre unito». Già, andiamolo a spiegare a quei “bravi ragazzi” padani, ed anche a quei dirigenti del carroccio che neanche tanto sottovoce si chiedono come faranno ancora a fidarsi della loro bella Carolina. «Pensavano facesse sul serio invece ci prendeva per il culo a manetta», come si legge sempre nel sul forum Alla faccia del caciocavallo, commenterebbe Totò. Terrone anche lui. Come il povero Pino, il lametino. I due comunque non si scompongono molto, tanto che, giusto per non mettere troppa carne al fuoco, hanno deciso di raccontare “in esclusiva”, la loro liaison, nata sui freddi banchi di Montecitorio alla patinata rivista Vanity Fair. Quello che già sappiamo è che si sposeranno il 24 settembre , in «quel ramo del lago di Como», dove Padania e Terronia troveranno la loro sintesi perfetta. Ese vince il Nord nella scelta del luogo, il Sud non è da meno nell’imporre di svolgere la cerimonia proprio nel borgo natio della sposa. Uno pari quindi, e palla al centro...! La moglie dell'on. Pino Galati non piace più al Carroccio Carolina Lussana, bergamasca doc, onorevole uscente della Lega esclusa dall’inserimento nelle liste della sua naturale circoscrizione perchè ritenuta colpevole di aver sposato un “terun” di Mariasole Dalmonte Di questa delicata storia d’amore vevamo dato notizia a suo tempo Lei esile, bionda, bergamasca, prettamente nordica trova la sua naturale collocazione nelle liste della Lega per cui viene eletta onorevole senza difficoltà e vola a Roma. Lui bruno, tarchiato, sguardo intenso di meridionale doc, cosentino, trova anche lui la sua naturale collocazione nelle liste Udc della Calabria e risulta eletto per cui anch’esso vola a Roma. Montecitorio è un ampio anfiteatro ove trovano posto circa 500 onorevoli che giornalmente si scambiano insulti, improperi e ... sputi durante le liti su questioni di principio politico. Durante gli scontri si alzano, imprecano si guardano minacciosamente negli occhi con sguardo teso e fiero che non ammette defaillances. Però ... anche se non ufficilamente eletto dal popolo italiano, anche se quasi sempre deserta l’aula di Montecitorio, pur qualche volta Cupido, ben fornito di frecce nella sua faretra, fa delle capatine nell’aula austera del Parlamento italiano. Fu così che un giorno il sig. Cupìdo volle fare uno scherzo cattivello a due onorevoli di Montecitorio e fece sì che i loro sguardi si incrociassero durante uno dei soliti scontri fra Lega Nord e Udc del profondo Sud. Fu così che l’onorevole Carolina Lussana, bergamasca, bionda, esile, nordica in tutti i gangli del suo Dna e per questo onorevole di diritto nella Lega nord ed il bruno, tenebroso, indiscutibilmente del sud onorevole Pino Galati incrociarono lo sguardo per scontrasri su una qualsiasi posizione di principio dei loro partiti sempre e comunque l’un contro l’altro armato! Ma ... ahimè fu in quel preciso momento che il signor Cupìdo si accorge di questo e scocca la sua freccia d’oro che colpisce i cuori di ambedue. Carolina Lussana e Pino Galati, dimentichi del sacro giuramento di odio eterno per l’avversario politico invece si innamorano e ... dopo qualche tempo si sposano con la benedizione di Papà Bossi, di Papà Casini e vari zii politici di diversa ed eterogenea estrazione politica. Tutto liscio fino a qualche giorno addietro quando Papà Bossi (sposato con una siciliana!) deve fare le liste per le prossime elezioni di aprile. Inaspettato quanto imperioso arriva il veto dei duri e puri leghisti bergamaschi che esiggono la testa di Carolina Lussana ormai indegna di essere rappresentante della padania a Roma ladrona perchè “contaminata” per aver sposato un “terun”! Si amici, proprio così, succede anche questo ancora nell’anno di grazia 2008, succede quando sono cadute barriere ideologiche, quando i “muri” non dividono più, lacerandone il tessuto, la città di Berlino e l’Europa, quando l’Europa è Unita (in cosa e da cosa?). La cosa ci riesce veramente incomprensibile dal momento che non capiamo come i “duri e puri” big bergamaschi accettino di essere guidati da un capo (Bossi) contaminato da altrettanta “diossina etnica” avendo sposato una siciliana e con l’aggravante di avere generato anche dei figli che inquinano la razza pura della Padania rallentando il processo catartico verso la pura razza padana! Vi riportiamo qui di seguito l’articolo apparso su Calabria Ora giorni addietro: COSENZA- La notizia riportata ieri dal quotidiano “La Repubblica” ha del clamoroso: Carolina Lussana non sarà candidata nella sua Bergamo per colpa del matrimonio contratto con un “terùn”. E’ un veto quello che i ruvidi leghisti della città orobica hanno posto sulla candidatura della bionda Lussana. Veto accolto dai vertici del partito, e con grande arrabbiatura della signora. Che verrà sì ricandidata, ma a Milano. Sui banchi di Montecitorio nella scorsa legislatura ha stretto un’affettuosa amicizia con il collega calabrese dell’Udc, Pino Galati, di 47 anni. Amicizia sfociata nel settembre dello scorso anno in un memorabile matrimonio celebrato sul lago di Como, presenti Bossi e Casini, ma con i leghisti bergamaschi molto critici su quell’unione un po’ spuria. Lo stesso Senatùr, alla cerimonia di nozze aveva scos so la testa: «Queste bergamasche sposano il primo che trovano per paura di restare zitelle». la sua militanza nella Dc e poi nell’Udc non ha aiutato a diradare la forti diffidenze dei leghisti per nulla scalfiti dal recente passaggio di Galati al Pdl. Al momento di compilare le liste, la Lussana si aspettava la riconferma nella sua circoscrizione, ma ha avuto una sgradita sorpresa. I leghisti orobici sono insorti, mettendo insieme due due capi di accusa per loro infamanti: térun e trafficone. Così la bioda deputata del Carroccio è stata trasferita nella circoscrizione Lombardia 1, Milano e provincia, anche se «in una posizione buona che garantisce l’elezione» dicono i milanesi. Lei è infuriata, non risponde al telefono e rifiuta ogni commento. Il guaio è che nella Lega nulla si decide se Bossi non è d’accordo
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